MEDJUGORJE

PREGHIERA

Cara Madre, Regina della Pace, finalmente sono arrivato qui. Ti porto le mie gioie e le mie pene perché so che Tu sei la mia Mamma dolcissima che mi hai atteso per prendermi in braccio, ricoprirmi col Tuo manto e portarmi a Gesù affinché Egli, immergendomi nel Suo Cuore Sacratissimo guarisca le mie ferite, mi rinnovi, mi trasformi e mi riempia del Suo Santo Spirito.

Maria, Tu sei venuta a Medugorje come Regina della Pace, la Pace di Dio. Ti chiedo con tutto il cuore di liberare il mio intimo da ogni impedimento all’azione della Grazia di Dio, per potermi aprire totalmente a Lui. Io credo che non sono venuto per caso in questa terra, ma che Dio attraverso di Te mi ha chiamato, fa’ che sia capace a scoprire ogni impulso dello Spirito Divino durante questo pellegrinaggio. Con il Tuo materno Amore, Maria, aprimi completamente ai Tuoi insegnamenti. Fa’ che io in questi giorni impari a pregare con il cuore, a dialogare con il Signore e con Te.

Affido da subito e per sempre a Te, o Madre Santissima tutte le mie intenzioni: sono sicuro che Dio esaudirà ciò che è per il mio bene. Desidero avere il cuore libero per poter accogliere in esso tutte le parole di Dio e le Tue dolci parole di Madre.

Signore, Ti chiedo: benedicimi perché possa essere aperto come Maria nell’Annunciazione per accogliere con amore e realizzare nella vita la Tua Santa Volontà.

Grazie Padre. Grazie Trinità Santissima, grazie Regina della Pace!

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Dal libro di René Laurentin
"Breve storia delle apparizioni di Maria a Medjugorje" Editrice Queriniana

tratto dal sito:http://medjugorje-bz.org/

IL MESSAGGIO


Il messaggio di Medjugorje è solo un eco del vangelo, attualizzato in funzione di una situazione grave, che giustifica queste visite della Madonna.

1. UNA DIAGNOSI SUL MONDO

Questo messaggio si riferisce ad alcune minacce che verrebbero rivelate con maggior precisione quando si compiranno i dieci segreti. La diagnosi è sostanzialmente questa: Questo mondo si è tranquillamente abbandonato al peccato. E prepara la sua distruzione: questo è l'oggetto della maggior parte dei segreti.

Tutti allora pensano alla minaccia atomica. E possibile. Ma il messaggio non l'ha precisato, perché essa è solo una delle conseguenze particolari del malessere interno che lacera l'umanità. La nostra era, inebriata dal suo slancio scientifico e tecnico, credeva nella propria infallibilità, capace di risolvere tutti i suoi problemi e di vincere anche la morte. Aveva addirittura pensato che 'la morte di Dio' (negato dall'ateismo) avrebbe liberato l'uomo e accelerato il progresso. Ma la padronanza tecnica della materia risolve solo i problemi di superficie e non il problema fondamentale dell'uomo; problema di amore, perché l'uomo è stato creato dall'amore e solo l'amore può costruire e organizzare l'interiorità dell'uomo e dell'umanità. Ma l'amore umano può vivere solo tramite l'Amore di Dio creatore.

E un'analisi che non ha niente di ridicolo. Essa conferma e interpreta in profondità ciò che i maggiori esperti internazionali vanno osservando sul nostro pianeta.

I pericoli sono quelli di un mondo dove Dio ha perso il suo posto. C'è, quindi, sempre più scienza e sempre meno amore; più istruzione e meno educazione; più eros e meno agápe; più intensità e meno ordine; più frenesia e meno pace. Corriamo sempre più in fretta, ma verso il vuoto e la morte. Il tasso dei suicidi e delle violenze omicide aumenta.

L'aspetto più evidente, è proprio il pericolo della corsa agli armamenti. Gli esperti militari delle due superpotenze non hanno trovato altra formula per garantire la pace che quella dell'equilibrio del terrore'. Ognuno dei due ragiona così: "Se voglio salvare la pace, devo essere il più forte". Ognuno quindi è condannato a superare l'altro. E una corsa che non può fermarsi. Una corsa folle che moltiplica sul pianeta armi atomiche, batteriologiche, chimiche, che sono ormai sufficienti per distruggere più volte l'intera umanità. Da oltre vent'anni si constata un'incredibile incapacità di realizzare una dinamica di pace e di disarmo basata su altri valori.

La Madonna però parla più della disintegrazione morale che di queste drammatiche evidenze materiali: l'amore, nel senso forte del termine, si indebolisce. Il desiderio sopraffà il dono di sé. Il desiderio di autenticità dispensa dalla fedeltà; la famiglia ne risulta lacerata, e tende a scomparire a vantaggio delle unioni libere, irresponsabili e sterili, il cui numero è triplicato in meno di 30 anni: da 95.000 a 295.000 tra il 1972 e il 1984. Il numero dei matrimoni diminuisce a vista d'occhio. In Francia, 311.701 ricevettero questo sacramento nel 1971. Nel 1983, tale cifra era precipitata a 187.752: circa la metà di meno. Anche il numero dei matrimoni civili è diminuito in modo analogo: da 416.500 a 285.000 tra il 1972 e il 1984. I divorzi invece si sono moltiplicati ancor più rapidamente: dai 30.000 del 1960 si è passati ai 103.000 del 1984. Siamo a circa un divorzio ogni tre matrimoni. 'Maremoto', scriveva Marlène Tuininga, in La Vie (28 ottobre 1986, p. 57). Ogni donna francese, nel 1955, aveva in media 2,8 figli e 1,8 nel 1984, mentre il numero dei cani e dei gatti domestici aumenta a milioni, fino a creare seri problemi nelle città. Le vittime sono i figli dei divorziati. Gli uomini, sempre avidi di amare, non sanno più amare. I 'cattivi amanti' fanno i cattivi amati. L'autenticità dell'istante prevale sulla fedeltà; le buone intenzioni prevalgono sul desideri di coerenza che costruisce l'avvenire. Tutto questo crea un diffuso senso di malessere, rilevato dalla sociologia. Un recente sondaggio di stampa condotto 'presso le donne francesi' ha fornito dati sorprendenti: nella scala dei valori proposti, ciò che è stato messo al vertice dalla stragrande maggioranza non era, come si sarebbe potuto pensare, l'armonia sessuale od altri valori appetibili, ma la fedeltà.

In breve, il progresso sviluppa prodigiosamente conoscenze, tecniche, efficacia materiale, ma trascura l'aspetto umano e soprattutto quello divino, che è la radice profonda dell'autenticità umana. Nonostante la reazione ecologica, esso trascura l'equilibrio, soprattutto quando si tratta dell'ordine morale. E quest'ordine essenziale crolla, più dall'interno che a causa dei molteplici colpi di un'evoluzione accelerata. Il progresso ha dimenticato troppo di mettersi al servizio dell'uomo e di Dio, di edificare il vero ordine umano identificato con l'ordine divino e programmato da Dio, perché l'uomo è a immagine di Dio.

Questo mondo è diventato, quindi, con mezzi terribili, un brodo di coltura dove germogliano disperazione ed esasperazione e, come conseguenza, uno scatenamento di violenza che crea insicurezza. 'Il progresso', come si diceva all'inizio del secolo, ha portato in prima pagina fatti nuovi come la droga, il ricatto che paga, i dirottamenti di aerei e la cattura di ostaggi. Le grandi città diventano pericolose. Questo che era un privilegio di New York, ora si generalizza. Molti oggi evitano di uscire di sera e molte vicinanze etniche, a lungo accettate, si trasformano in massacri e guerre sanguinose, in Africa e altrove.

Il mondo non sa più da dove viene e dove va. Avendo perso il senso delle sue finalità, oscilla tra la depressione e la violenza.

2. IL MESSAGGIO

Il rimedio proposto dalla Madonna non è un miracolo che dovrebbe piovere dal cielo, perché Dio ha affidato questo mondo agli uomini irreversibilmente. Per questo l'ha creato libero, quindi responsabile. Le soluzioni restano affidate a lui. Creato da Dio per trovare in Dio una pienezza d'amore e, quindi, la sua realizzazione, deve ritrovare questa soluzione fondamentale, l'unica in grado di ispirare e di mettere tutte le altre al loro giusto posto: ritorno a Dio, fede, conversione, preghiera, digiuno, riconciliazione e pace. Queste parole chiave del messaggio di Medjugorje ricordano il contenuto essenziale del vangelo. Le avevamo dimenticate. Bisogna ritrovarne l'attualità luminosa e incandescente nelle nostre vite stesse. Disponiamo dunque il nostro cuore all'ascolto.

DIO

La parte essenziale del messaggio della Madonna, è anzitutto il ritorno a Dio.

"C'E' UN SOLO DIO" ha ripetuto fin dal 29 giugno 1981.

Questa verità trascurata è la chiave di tutto il resto. E la più dimenticata: Dio è il nostro creatore. Egli ci dona l'esistenza stessa. Il Creatore infatti non è colui che una volta ha creato. Egli continua a creare (con lo stesso amore). Se Dio non ci creasse, in questo momento cesseremmo di esistere, come la luce quando viene interrotta la corrente elettrica. Dio ci è più intimo di quanto non lo siamo noi a noi stessi.

Ma ci ha creato liberi, pienamente liberi. Possiamo dimenticarlo, opporci a lui. Ma l'uomo che crede di potersi così liberare è come il ramo che volesse separarsi dalla pianta da cui spunta per vivere meglio. Così facendo secca e muore.

Dio ci ha creato per amarlo. Ci fa esistere con l'amore. Ci chiama all'amore che non tramonta e che la Madonna ha acceso così bene nel cuore dei veggenti di Medjugorje. Questo spiega la loro gioia armoniosa e la cura che si prendono degli altri, in una vita difficile.

Il XX secolo ha visto sparire la direzione spirituale e ha visto prosperare la psicanalisi, fondata sull'appagamento del desiderio elementare. Sogno una psicanalisi fondata sul ritorno a Dio in profondità. E quella che fa i santi, l'autentica profondità e la felicità.

Spesso abbiamo paura di Dio, lo fuggiamo, perché non siamo in regola con lui. Senza voler affrettare niente, osiamo preparare questo incontro:

- Signore, abbi pietà di questo povero peccatore che sono io. Aiutami a cambiare vita, perché oggi non ho il coraggio di cambiare.

All'inizio di questo secolo, un medico che la grazia aveva preavvisato, nei suoi ultimi giorni, entrava talvolta in una chiesa e diceva:

- Signore, se esisti, abbi pietà di questo pover'uomo che sono io. E la luce venne.

CONVERSIONE

L'invito alla conversione (annunciato fin dall'apparizione del 26 giugno) indica l'atto personale con il quale ci volgiamo a Dio distogliendoci dall'egoismo e dal peccato. Il termine conversione (in greco: metánoia) ritrova il suo significato concreto nel linguaggio sciistico: viene chiamata così una curva che tagli un pendio a 180o. E un dietro front dalla direzione sbagliata verso quella giusta.

FEDE

Il ritorno a Dio avviene attraverso la fede. Su questo insistono i messaggi dei primi giorni:

- Sono venuta perché qui ci sono buoni credenti (26 giugno '81).

- Beati coloro che non hanno visto e credono (26 giugno).

- Il popolo creda e perseveri nella fede (27 giugno), ecc.

Attraverso la fede, noi aderiamo a Dio, alla sua parola, alla verità. La nostra vita riacquista significato e consistenza; certamente nella notte, ma una notte trapunta di stelle, perché Dio non lascia senza alcun segno chi si fida pienamente di lui.

La fede non si riduce a un semplice a tu per tu con Dio, perché Dio è nostro Padre: il Padre di tutti gli uomini. E il nostro Padre ci invita all'incontro con i nostri fratelli, al servizio dei nostri fratelli: quelli che sono lontani; e quelli che sono vicini e hanno fame. Il digiuno, di cui parleremo più avanti, può essere di aiuto.

Evitiamo però un'illusione di questi ultimi anni: "Anzitutto la carità, e Dio verrà in soprappiù". Questa può essere una via eccezionale. Ma la via normale, la via regale è quella di andare a Dio come alla sorgente, perché solo lui può ispirare e creare l'uomo in noi, mentre una carità senza Dio deperisce e si esaurisce. Quando Madre Teresa e le sue suore si sentono al limite delle forze e del coraggio, nel loro continuo ricominciare con i lebbrosi e i moribondi, fanno un'ora di adorazione davanti al SS. Sacramento. Così in essi si rinnova la pienezza della carità che è in Dio. Grazie, Madre Teresa, per averlo ricordato a questo tempo che l'aveva dimenticato.

PREGHIERA

La preghiera è il linguaggio normale della fede, l'espressione della vita comune con Dio.

Essa forma la trama stessa delle apparizioni. I veggenti compresero subito che dovevano pregare per accoglierla o per farla ritornare quando scompariva. Durante ogni apparizione, essi recitano con lei il Pater e il Gloria, che essa intona e loro continuano. Le loro voci che svaniscono durante l'estasi, in quel momento riappaiono, per sottolineare il valore della preghiera con la Madonna. E il punto centrale di ogni apparizione e tutti noi possiamo pregare con la Madonna.

A Medjugorje, tutto è cominciato con una preghiera vocale tradizionale: sette Pater, Ave, Gloria e canti conosciuti che la Madonna cantava con i veggenti. La preghiera delle apparizioni sfocia molto rapidamente nella messa che la segue e la completa ogni giorno.

La Madonna invita a ritrovare la vera preghiera: la 'preghiera del cuore'. Jelena ed Ivan hanno ricevuto questa consegna dalla Madonna per il loro gruppo e, più ampiamente, per tutti. La preghiera non è soltanto richiesta, ma scambio con Dio, partendo anche dal silenzio, nel quale ci disponiamo a ricevere Dio nell'intimo, dove egli ci abita e non è un dialogo monotono, ma variato. Negli anni in cui si educava metodicamente alla preghiera, si riassumevano gli atteggiamenti fondamentali nella parola latina ARDOR che caratterizza lo slancio della preghiera:

Adorare.

Ringraziare.

- Domandare.

Offrire.

Risoluzione.

E importante comprendere bene e fare propri questi atteggiamenti fondamentali.

1. Adorazione del Creatore. E l'atteggiamento primordiale e capitale: inginocchiarsi, prostrarsi, con le braccia in croce o con altri gesti che possono aiutare, perché anche il corpo deve umilmente prendere parte a questa comunicazione trascendente.

2. Ringraziamento. Indica un sentimento assai raro quaggiù: la riconoscenza. Il rendimento di grazie deve salire verso Dio, anzitutto per ciò che egli è, e poi per ciò che ci dona. E la grazia che rendiamo a Dio non ci è tolta, ma viene moltiplicata, proprio in forza di questa nuova comunicazione con Dio stesso.

3. Domandare. E la cosa che ci viene subito in mente quando si parla di preghiera. Ma si tratta più di accogliere il dono di Dio che di chiedere. Bisogna imparare a dirgli: "Signore, cosa vuoi che io faccia? Che mi dici oggi?", perché lui ha sempre qualcosa da dirci. E il nostro ascolto che manca. La preghiera trova la sua armonia e la sua efficacia quando abbiamo compreso i disegni di Dio sul mondo e su di noi, per quanto grandi siano. In questa illuminazione profonda la speranza non delude.

4. La preghiera è offerta, dono di sé, disponibilità: la nostra vita, la nostra morte, sono sacrifici insostituibili che nessuno può fare al nostro posto. Tale è il sacerdozio di tutti i fedeli, sia preti che laici. Questa consacrazione termina per ciascuno di noi con l'olocausto della morte, l'ultimo atto, l'atto più prezioso di tutta la nostra vita, perché ci identifica profondamente alla croce di Cristo, e sfocia nel compimento del suo Amore.

5. Infine, risoluzione; la preghiera non è apparenza, poesia o effervescenza immaginativa su Dio e sull'aldilà. E impegno della volontà radicata in Dio, programmazione illuminata dallo Spirito santo, innesto nelle realtà del nostro mondo.

IL DIGIUNO

E il digiuno? La Madonna ne ha parlato ai veggenti. La parrocchia ha ripreso questa antica tradizione francescana caduta in disuso. Ancora prima che la Madonna ne parlasse, sembra il 3 luglio 1981, Jozo Zovko invitò la parrocchia al digiuno, per vedere chiaro in quegli avvenimenti inattesi. Riferiamo dettagliatamente i messaggi della Madonna su questo punto in Studi medici e scientifici sulle apparizioni di Medjugorje, Queriniana, Brescia 1985, pp. 121-153. In breve:

Il 21 luglio 1982, padre Tomislav Vlasic interrogò i veggenti su questo messaggio e annotò così le risposte della Madonna

1. Il digiuno migliore è quello a pane e acqua.

2. Il digiuno può allontanare la guerra.

3. Può arrestare il corso delle leggi naturali.

Queste due ultime affermazioni possono sorprendere. Richiamano quelle del vangelo sulla fede "capace di trasportare le montagne" (Mt 17,20) e sui demoni che possono essere allontanati solo "con il digiuno e la preghiera" (Mc 9,29).

Digiunare! Questa prospettiva spaventa, ma è anche un lieto annuncio.

Quando siamo invitati a un pranzo festivo, è una buona notizia, anche se gli eccessi alimentari possono appesantirci. Nel periodo di Natale e di Capodanno ho sentito persone che dicevano: "Meno male che tutti questi pranzi stanno per finire". Il loro stomaco e il loro fegato non vedevano l'ora di riposarsi.

Essere invitati a digiunare è un lieto annuncio e un regalo per molti motivi. E una cosa ottima per la salute. Il digiuno elimina le tossine, brucia le riserve che ci appesantiscono. Coloro che lo praticano regolarmente ne apprezzano i benefici. Si allungano la vita.

Ma digiunare a pane e acqua, due volte alla settimana!

Non dobbiamo fare niente con precipitazione. Bisogna adattarsi al digiuno e può essere cosa saggia intraprenderlo gradualmente. Può essere ragionevole limitarsi a una volta per settimana, almeno per cominciare. Può essere anche un'esigenza della vita frenetica di oggi, perché il digiuno non si accorda con il forcing, la tensione e l'eccessivo affaticamento. Secondo alcuni sondaggi, fatti in occasione di conferenze, coloro che digiunano una volta per settimana (oltre 100.000, credo) sono nettamente più numerosi di coloro che digiunano 2 volte, e Marija (la veggente), che si era spinta fino a tre volte, oltre a lunghi digiuni prima delle grandi feste, ha avuto difficoltà di salute. Il suo medico e il suo direttore le hanno chiesto di limitare i digiuni. Il digiuno richiede pace, rilassamento (il che non vuol dire inattività). Spesso è difficile trovare giorni adatti. Inoltre, l'organismo deve adattarsi al digiuno gradualmente e ognuno deve trovare il digiuno che gli consente di essere più efficace nella preghiera, nel lavoro, nei rapporti sociali e nel resto. Il digiuno non deve essere masochismo. Normalmente, non è un giorno di malinconia, né di attività mediocre. L'attività può diventare più calma, un po' rallentata, talvolta, un po' disturbata da fenomeni secondari, ma generalmente diventa più efficace.

Possono esistere controindicazioni mediche al digiuno; il prof. Joyeux lo 'sconsiglia formalmente' a una madre durante la gestazione o l'allattamento, a un "operaio di fatica in piena attività, a un autista di mezzi pesanti". In quest'ultimo caso, però, dipende dall'adattamento del soggetto. Il signor Karminsky e sua moglie mi hanno fatto viaggiare per 24 ore in uno dei giorni del loro digiuno, che essi fanno molto radicalmente e godevano di perfetto equilibrio e di padronanza di sé. Ma essi hanno molti anni di esperienza e conoscono le loro possibilità.

Ci possono essere motivi psicologici per non digiunare. Un carattere ansioso si lascia facilmente prendere dall'ossessione di aver fame e non riesce a vincersi. Non avrà benefici dal digiuno e il suo carattere può diventare spigoloso. Non deve provocare tensioni psicologiche, ma prepararsi ad accettare il digiuno, cominciando con tentativi ridotti, cercando di sfruttare tutte le sue possibilità. Chi digiuna regolarmente infatti, non ha fame. Al massimo, a momenti, può provare lievi crampi allo stomaco, ma si tratta di stimoli illusori che spariscono nel giro di pochi secondi, se uno non si fissa su questo incidente di percorso, perché questo fenomeno di natura psicologica si esaspera quando uno ci pensa, e cessa appena il nostro pensiero è occupato altrove.

Per i soggetti fragili e per ragioni particolari il digiuno può subire adattamenti. Ma come? Ad alcuni, il digiuno procura un mal di testa depressivo, dovuto a un fenomeno di ipoglicemia (mancanza di zucchero). In questo caso, bisogna sconsigliare le zollette di zucchero e le bevande zuccherate diventate di moda tra gli pseudo giovani del maggio 1968. Lo stesso vale per l'alcool e per tutti gli altri alimenti artificiali che sono contrari

allo spirito del digiuno. Per lo stesso motivo, dobbiamo sconsigliare il caffè, sebbene persone molto stimabili ricorrano a questo integrativo stimolante per riconciliare il digiuno con una vita irrimediabilmente tesa e affannosa. Si tratta però di un caso limite che è meglio scusare che imitare.

I più indicati sono i frutti di stagione: nutrimento naturale, povero, economico (come il pane e l'acqua). E un buon mezzo per rimediare al mal di testa dovuto a ipoglicemia e può giovare anche ai digiunatori soggetti a stipsi. In questo spirito, nella canonica di Medjugorje, le suore preparano legumi cotti per coloro che ne avessero bisogno. Non certamente carne, però. Tali adattamenti possono essere una tappa intermedia.

Alcuni compensano queste facilitazioni, per esempio una volta al mese, con un digiuno più radicale, a base di sola acqua. E un digiuno dagli ottimi effetti purificatori per il corpo e per l'anima e alcune persone lo sopportano bene come il digiuno a pane e acqua. E un'esperienza che vale la pena fare una volta o l'altra, se non altro il venerdì santo. Anche questo è un adattamento, ma nel senso del radicalismo.

Coloro che provano difficoltà troppo gravi, dal punto di vista psicologico, sociale o altro, per intraprendere il digiuno a pane e acqua, possono fare almeno un digiuno senza carne e seguire con frutto il consiglio di Jelena "per ogni giovedì":

Colui che fuma, non fumi. Colui che beve alcool, quel giorno non lo beva.

Gli altri, rinuncino a qualcosa che sta loro a cuore (1o marzo 1984).

Digiunare anche di televisione, aggiunge. E una catena che rende incapaci di pregare.

Digiunare è anche astenersi dal cattivo umore e dall'aggressività, è rendersi disponibile per il servizio degli altri. Significa risparmiare risorse per aiutare i poveri e coloro che hanno fame. E stata una delle ragioni determinanti dei grandi digiuni popolari intrapresi due anni fa nelle Filippine.

Ma la funzione primordiale del digiuno è un'altra. Questo vuoto di stomaco apre a Dio, rende più disponibili alla preghiera e procura tempo libero. Nelle famiglie dove tutti digiunano, è un giorno di libertà per la casalinga, che non deve occuparsi di cucinare e di rigovernare.

E lo spirito che conta, ma non diciamo, è solo lo spirito che conta, perché la nostra preghiera e la nostra esperienza spirituale abitano un corpo. Ne seguono il ritmo e da esso dipendono. La privazione del corpo può risvegliare la fame dell'anima, come diceva brillantemente Lanza del Vasto nei giorni in cui digiunava a solo acqua: Signore oggi sarai tu il mio solo pane.

Il digiuno può essere un buon trampolino per la preghiera e la carità, per la pace e la riconciliazione, perché un digiuno ben compreso è pacificante.

Nel corso dei secoli, coloro che hanno praticato un digiuno autentico ne hanno sperimentato i benefici.

Esso procura la salute nella libertà e la libertà nella salute, perché la carne è guidata dallo spirito e lo spirito dal soccorso di Dio, dice s. Leone (sermone 1,2). Esso fa nascere i pensieri puri, voglie razionali, consigli salutari (sermone 13,1 ) .

Ma più che su questa igiene insiste sull'apertura a Dio e agli altri:

Ciascuno riconosca in sé questa condizione di mortale che cambia e perisce e, per questa comunanza di condizione, testimoni al suo prossimo un amore di fratello (sermone 11,1).

L'astinenza di colui che digiuna diventa cibo per il povero (sermone 13 ,1 ).

Dal punto di vista pratico e medico, il digiuno a pane e acqua non presenta quasi alcun problema. Ordinariamente non c'è bisogno di farlo sotto controllo medico, come i digiuni totali e prolungati. Ma alcune precauzioni sono necessarie. Il dr. Joyeux le ha indicate in Studi medici e scientifici sulle apparizioni di Medjugorje, Editrice Queriniana, Brescia 1985 (p. 152). Le principali sono le seguenti: - Non dimenticare di bere almeno un litro e mezzo di acqua nel corso della giornata. E' necessario per l'equilibrio e per una buona eliminazione.

- Preferire pane integrale.

Io aggiungerei: non vi rimpinzate di pane. Vi privereste di buona parte dei benefici del digiuno: purificazione del corpo e dello spirito, eliminazione delle tossine e di altri surplus; perdereste infine l'aspetto alato del digiuno che alleggerisce il corpo e l'anima.

Ognuno scoprirà il modo di risolvere i piccoli problemi secondari posti dal digiuno. Abbiamo consigliato la frutta per quelli che soffrono di mal di testa dovuto a ipoglicemia. Ma dopo un certo tempo, il corpo, abituato al digiuno, non ne avrà più bisogno. Il digiuno può comportare momenti di depressione passeggera, che fanno provare il bisogno di una siesta riparatrice. A volte è un avvertimento che stiamo vivendo sempre tesi, con il sonno arretrato e ci invita a un supplemento compensatore attraverso il quale si può ricuperare uno stato tonico.

Per la maggior parte delle persone, il giorno che segue quello del digiuno è un giorno supertonico; il corpo purificato, riposato e ristorato da questa calma diffusa, riparte in scioltezza a pieno regime...

Tocca quindi a voi trovare il modo per fare questa esperienza che migliaia di cristiani hanno scoperto. Non è solo un'esperienza fisiologicamente salutare. Il digiuno ha soprattutto una funzione spirituale, che poggia su basi fisiologiche. Questa privazione scava e risveglia un certo appetito che può essere orientato verso la fame e la sete di Dio stesso. Fa trovare tempo e disponibilità per la preghiera e la carità.

PACE, RICONCILIAZIONE

Questo insieme ben coordinato, ritorno a Dio attraverso la fede, conversione, preghiera e digiuno porta alla riconciliazione e alla pace: parole chiave del messaggio di Medjugorje.

Pace, pace, pace! Solo la pace! - ripete la Madonna a Marija, quello stesso giorno, mostrandole la croce di Cristo.

Ed essa precisa:

- Fate la pace con Dio e tra di voi.

Ogni apparizione termina con quest'addio pieno di significato:

- Andate nella pace di Dio.

La radice di tutte le divisioni è la rottura con Dio. E' la ragione per cui siamo spesso lacerati in noi stessi e divisi con gli altri.

Ritornare a Dio nostro Creatore e nostro Salvatore, significa ritrovare la nostra unità interiore e la nostra capacità di riconciliare gli altri. Questo può essere un affare di ampio respiro. Spesso si annidano in noi rancori tenaci. Dobbiamo chiedere a Dio, nella preghiera, la guarigione della nostra memoria. E un grande dono spirituale e una liberazione, che ci permette di pregare volentieri per coloro che ci vogliono male, di "amare i nostri nemici", come dice il vangelo.

Bisogna anche imparare a vedere il bene e scusare il male, in coloro che lo commettono. Secondo il vangelo, questa è giustizia: la pagliuzza e la trave. E anche un segreto di efficacia spirituale, perché il male si rimedia solo con il bene. Solo facendo leva sui suoi doni e sulle sue qualità ognuno può superare i suoi difetti, che sono anzitutto mancanze e cedimenti.

Non mettiamo il carro davanti ai buoi: per essere capaci di riconciliare gli altri, dobbiamo anzitutto essere riconciliati con noi stessi; e per essere riconciliati con se stessi, bisogna essere riconciliati con Dio che fa rinascere le nostre forze e la nostra unità dall'unica sorgente, creatrice della nostra stessa libertà. Questa è l'esperienza vissuta a Medjugorje.

Tutto ciò è solo un richiamo dal vangelo. La Madonna è venuta per ricordarlo alle nostre orecchie di sordi. E' un segreto di bene e di felicità. E' il segreto di ogni guarigione ed è un'urgenza, in un'epoca nella quale il peccato - questa malattia - moltiplica le morti spirituali e corporali.

Questa via di verità è profondamente efficace. Il ritorno di tanti cristiani alla preghiera, alla conversione, al digiuno, ha ritardato le sciagure che minacciano il mondo, ha mitigato il settimo segreto che parlava di un cataclisma non ancora svelato, come affermano i veggenti. Per questo il grave messaggio di Medjugorje non è affatto drammatico. I veggenti sono incerti tra due affermazioni, forse complementari tra loro:

- I castighi sono (in parte) inevitabili.

- Il digiuno e la preghiera possono allontanare la guerra e la sciagura.

L'importante è al di là di questa ambiguità. Per coloro che entrano nelle vie dell'amore di Dio, tutto concorre al bene (Rm 8,28) e tutto finirà bene. I veggenti hanno capito che non c'è più nulla da temere.

Maria ricorda queste urgenze al nostro mondo in pericolo. Da lei abbiamo avuto il lieto annuncio della nascita di Gesù: il Figlio di Dio diventato suo Figlio (Lc 1,28-35) e quindi uno di noi, nostro fratello. Attraverso questa Madre - la Madre di Dio e nostra Madre - l'Amore divino è entrato nel nostro mondo, nella razza umana. Attraverso questa nascita, l'umanità è diventata virtualmente il corpo di Cristo e un'estensione della Trinità. Eterna società d'amore.

Con la sua fede, la Vergine Maria ha teneramente formato il corpo fisico di Cristo e nello stesso tempo ha fondato il suo corpo mistico, di cui è diventata il primo membro.

Oggi essa viene a ricordare questo lieto annuncio per un'ora grave: prima che essa venga e perché non diventi un'ora di disgrazia. Il suo appello è stato ascoltato in Iugoslavia, in Italia, in Austria, ecc. Meno bene in Francia, dove la congiura del silenzio e di numerose calunnie si è fortemente radicata. Tuttavia, in Francia, come altrove, l'albero produce solo frutti buoni, che scongiurano le minacce di morte di cui siamo stati avvertiti. Il futuro dipende da noi; tocca a noi agire, tocca a noi scegliere tra le vanità disordinate che ci seducono e Dio; tra l'egoismo e l'amore; tra le nostre preoccupazioni minuscole e l'avvenire dell'umanità; tra le nostre illusioni elementari e l'eterno avvenire di Dio.

Così la verità, morta in molti cuori, diventerà una verità vivente: la verità che salva (...)

I VEGGENTI

Jakov Colo

Il più giovane dei sei veggenti di Medjugorje. Nato il 6 marzo 1971 a Sarajevo. Figlio unico di Ante, che lavorava a Sarajevo, e di Jaca, è rimasto orfano di entrambi in tenera età, ed è stato allevato dai genitori di Marija, suoi zii. Ha avuto apparizioni quotidiane dal 25.6.1981. al 12.9.1998. Quel giorno, affidandole il decimo segreto, la Vergine gli disse che per tutta la sua vita avrebbe avuto un'apparizione all'anno, il giorno di Natale, quando Lei porta Gesù Bambino in braccio. L’11 aprile 1993, ventiduenne, ha Sposato l’italiana Annalisa Barozzi nel giorno di Pasqua. Vive con la sua famiglia a Medjugorje, oggi hanno tre figli. Jakov lavora nella parrocchia di Medjugorje, all’ufficio del registro.
L’intenzione di preghiera affidata a lui dalla Vergine: per i malati.

Mirjana Dragicevic Soldo

E’ nata il 18 marzo 1965 a Sarajevo da Jonico radiologo in un ospedale, e da Milena, operaia. Ha un fratello minore , Miroslav. Studentessa liceale di Sarajevo nel 1981 va a Bijakovici per le vacanze estive dove stavano zii e nonni. E’ cugina di JACOK COLO (altro veggente). Ha avuto le apparizioni quotidiane dal 24 giugno 1981 al 25 dicembre 1982, quando la Madonna le ha comunicato il decimo dei segreti che riguarderebbero il futuro dell’umanità. Durante l’ultima apparizione quotidiana la Madonna le ha promesso che le sarebbe apparsa per tutta la vita una volta all’anno, nel giorno del suo compleanno, il 18 marzo, così fino dal 1983, ma dal 2 agosto 1987 Mirjana vede la Madonna e prega con Lei per i non credenti ogni 2 del mese. E, dal 2 gennaio 1997, tale esperienza non è più esclusivamente privata: Mirjiana conosce l’ora in cui la Madonna viene, dalle 10 alle 11, e tale incontro di preghiera è aperto anche ai fedeli. Sposata dal 16 settembre 1989 con Marko Soldo , nipote di padre Slavko, ha avuto due figlie: Marija e Veronika. Attualmente fa la mamma a tempo pieno, mentre il marito tiene rapporti di intermediazione tra aziende croate e società estere. Abitano a Medjugorje.
L’intenzione di preghiera affidata a lei dalla Vergine: per i non credenti, quelli che non conoscono l’amore di Dio.

Ivanka Ivankovic-Elez

E’ nata il 21 giugno 1966 a Bijakovici parrocchia Medjugorje. Nel maggio 1981 perde la madre Jakoda. Il padre, Ivan dopo quindici anni di lavoro in Germania, tornò a casa. Ha un fratello, Martin, e una sorella, Daria. Nel 1981 venuta per le vacanze estive da Mostar è stata la prima a vedere la Gospa. Ha avuto le apparizioni quotidiane dal 24 giugno 1981 al 7 maggio 1985. Quel giorno, affidandole il decimo segreto, la Madonna le disse che avrebbe avuto le apparizioni una volta all’anno, ed esattamente il giorno dell’anniversario delle stesse, il 25 giugno. Ivanka è sposata con Raiko Elez dal 1986, ha tre bambini, Kristina, Josip e Ivan. Vive con la sua famiglia nella parrocchia di Medjugorje. All’inizio delle apparizioni, tutti la ricordano come una ragazza alta, molto bella, capelli lunghi, viso dolcissimo, matura.
L’intenzione di preghiera affidata a lei dalla Vergine: per le famiglie.

Marija Pavlovic Lunetti

E’ nata il 1.4.1965 a Bijakovici, parrocchia Medjugorje. I suoi genitori, Filippo e Iva, sono agricoltori. Ha tre fratelli, Pero, Andrija e Ante — che andranno tutti operai in Germania — e due sorelle, una maggiore, Ruzica, e una minore, Milka. Quest’ultima è stata veggente per un giorno il 24 giugno 1981; Marija vide la Madonna la prima volta il 25 giugno 1981. Ha ancora le apparizioni quotidiane. Tramite lei, ogni 25 del mese, la Madonna dà il suo messaggio mensile al mondo. Dal 1.03.1984 al 8.1.1987 il messagio era dato ogni giovedi, e dal 25 gennaio 1987, il 25 di ogni mese. Finora le sono stati affidati nove segreti. Marija è sposata con Paolo Lunetti dal 8 set 1993 a Milano, ha quattro bambini, vive con la sua famiglia in Italia a Monza in provincia di Milano e a Medjugorje. Ha un carattere peculiare: traspare subito l’umiltà, l’obbedienza verso il piano di Dio, che poi si sposano con una forte convinzione interiore, con una costanza integerrima.
L’intenzione di preghiera affidata a lei dalla Vergine: per le anime del purgatorio.

Vicka (Vida) Ivankovic

E’ nata il 3 settembre 1964 a Bijakovici da Zlata e da Pero, allora operaio in Germania. La famiglia coltivava anche campi. Quinta di otto figli, ha una sorella farmacista e una impiegata. Ha visto la Madonna per la prima volta il 24 giugno 1981. Continua tuttora ad avere apparizioni quotidiane, nonostante in alcuni di essi non riceveva nessuna apparizione, mentre in altri addirittura dieci. Fino a oggi la Madonna le ha affidato nove segreti. Vicka è sposata con Mario Mijatovic dal 26 gen 2002 in Gruda, un piccolo villaggio vicino Medjugorje, ha una bambina Maria-Sofia e un bambino Anton e vive con i genitori a Krehin Grac presso Medjugorje.
L’intenzione di preghiera affidata a lei dalla Vergine: per i malati.

Ivan Dragicevic

E’ Nato il 25 maggio 1965, è il maggiore dei tre figli di Stanko e di Slata, contadini. È sempre apparso calmo, taciturno, introverso ma ha imparato a superare la propria timidezza, con lunghe interviste e tenendo incontri pubblici in tutto il mondo.
La Madonna gli appare tuttora quotidianamente, e gli ha affidato nove segreti. Vive diversi mesi a Medjugorje, passando i rimanenti a Boston, la città di sua moglie, Laureen Murphy, che ha sposato il 23 ottobre 1994 e che gli ha dato 4 figli.
Quando non è a Medjugorje con la sua famiglia, sua madre e i suoi fratelli usano la sua casa per ospitare i pellegrini. Dall’affitto di alcuni appartamenti ricava la sua principale forma di sostentamento, essendo impegnato a tempo pieno nella testimonianza e nell’apostolato.
L’intenzione di preghiera affidata a lui dalla Vergine: per i giovani e per i sacerdoti.

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LE APPARIZIONI

Il 24.6.1981 verso le ore 18, questi sei giovani della parrocchia di Medjugorje, in età compresa fra i 10 e i 17 anni Ivanka Ivankovic, Mirjana Dragicevic, Vicka Ivankovic, Ivan Dragicevic, Milka Pavlovic ed Ivan Ivankovic, hanno visto sulla collina nel luogo chiamato Podbrdo, un’apparizione, una figura bianca con un bambino nelle braccia. Sorpresi e spaventati, non si sono avvicinati ad essa.

Il giorno dopo alla stessa ora, il 25.6.1981, quattro di loro, Ivanka Ivankovic, Mirjana Dragicevic, Vicka Ivankovic ed Ivan Dragicevic, si sono sentiti fortemente attirati verso il posto dove, il giorno precedente, hanno visto quella che hanno riconosciuto come la Madonna. Marija Pavlovic e Jakov Colo li hanno raggiunti. Il gruppo dei veggenti di Medjugorje fu così formato. Hanno pregato con la Madonna ed hanno parlato con essa. Da questo giorno, avevano le apparizioni quotidiane, insieme o separatamente. Milka Pavlovic ed Ivan Ivankovic non hanno mai più visto la Vergine.

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P. Slavko Barbaric

Nacque l’11 marzo 1946 da Marko e Luca Stojic a Dragicina (parrocchia di Cerin). Frequentò i primi otto anni di scuola a Cerin ed il ginnasio a Dubrovnik, ed entrò nell’ordine francescano a Humac il 14 luglio 1965. Il 17 settembre 1971 emise i voti ed il 19 dicembre 1971 fu ordinato sacerdote. Aveva studiato a Sarajevo, Graz e Friburgo. Aveva portato a termine gli studi a Graz (in Austria) conseguendo il magistero. Dopo cinque anni di attività pastorale nella provincia dell’Erzegovina, nella parrocchia di Capljina, nel 1978 aveva deciso di proseguire gli studi a Friburgo e qui, nel 1982, aveva ottenuto il dottorato in pedagogia religiosa, conseguendo il titolo di psicoterapeuta.

Aveva lavorato a Capljina come sacerdote – francescano dal 1973 al 1978. Dalla primavera del 1982 fino al settembre 1984 aveva lavorato a Mostar come catechista degli studenti, aveva condotto seminari di preghiera presso il convento delle suore a Bijelo Polje presso Mostar. Grazie alla sua opera fruttuosa con i giovani ed ai corsi di preghiera accolti entusiasticamente dagli studenti, il regime comunista dell’epoca iniziò a perseguitare P. Slavko. In quei momenti difficili il Cardinale Franjo Kuharic difese P. Slavko Barbaric e la sua opera.

Grazie alla sua conoscenza delle principali lingue europee ed agli impegni nelle parrocchie in cui aveva operato, P. Slavko lavorò instancabilmente con i pellegrini a Medjugorje, sin dal momento in cui portò a termine gli studi nel 1982. Egli fu trasferito ufficialmente a Medjugorje nel 1983. Su richiesta del vescovo Zanic, nel 1985 fu assegnato alla parrocchia di Blagaj, nel 1988 a Humac, dove ricopri l’incarico di cappellano ed aiuto insegnante dei novizi.

All’inizio della guerra in Bosnia – Erzegovina, quando tutti i frati più anziani andarono a Tucepi come esuli, P. Slavko rimase a Medjugorje, con l’approvazione verbale di P. Drago Tolj, provinciale dell’epoca.

Sin dall’inizio della sua attività a Medjugorje, egli si era dedicato alla scrittura di libri di contenuto spirit uale: “Pregate col cuore”, “Dammi il tuo cuore ferito”, “Celebrate la Messa con il cuore”, “Alla scuola dell’amore”, “Adorate mio Figlio con il cuore” “Con Gesù e Maria sul Golgota verso la Resurrezione”, “Pregate insieme con cuore gioioso”, “Madre, guidaci alla pace”, “Seguimi col cuore”, “Colloqui” e “Digiunate con il cuore”. I libri di P. Slavko Barbaric sono stati tradotti in venti lingue, con oltre 20 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Oltre ai libri, egli ha pubblicato articoli di argomento vario. Aveva creato il Bollettino di San Francesco a Capljina, aveva collaborato con “Kršni zavicaj”, “Glas mira” e con la stazione radio “Mir” Medjugorje. Oltre a scrivere, egli dialogava incessantemente con i pellegrini, guidava le celebrazioni eucaristiche, le preghiere sotto la croce, il Rosario a Podbrdo e la Via Crucis sul Krizevac, che come ogni venerdì eseguiva insieme ai pellegrini ed ai parrocchiani, ha iniziato ad avvertire dolori. Si è seduto su un masso, si è rapidamente accasciato, ha perso conoscenza ed ha reso l’anima al Signore, era il 24 novembre 2000 alle ore 15.30. Ogni anno organizzava incontri speciali con i sacerdoti ed i giovani e, presso la casa di preghiera della provincia “Domus pacis”, teneva seminari di digiuno e preghiera. In seguito alle enormi sofferenze del periodo della guerra, aveva fondato e guidava l’associazione di istruzione e formazione “Majcino selo”, presso la quale vivono attualmente piu di 60 persone (orfani di guerra, bambini di famiglie separate, ragazze-madri, persone anziane sole e bambini malati). Se qualcuno sapeva amare i bambini, questi era proprio P. Slavko ed anche i bambini lo amavano: gli stavano sempre intorno e lui sapeva sempre come fare per raccoglierli intorno a sé, proprio come Gesù! La sua formazione ed istruzione da psicoterapeuta gli aveva permesso di lavorare insieme ai tossicodipendenti presso la comunità “Cenacolo”, fondata da suor Elvira, soprattutto presso la casa di Medjugorje “Campo della Vita”. Si era impegnato per utilizzare l’aiuto dei benefattori di tutto il mondo per istituire anche due fondi: il “Fondo dei figli dei difensori della patria morti nella guerra” ed il “Fondo amici dei talenti”, per aiutare i giovani studenti.

E’ difficile evidenziare qualcosa in particolare nella vita di questo uomo grande ed unico, ma se dovessimo farlo sarebbe sicuramente il periodo della sua vita trascorso a Medjugorje. P. Slavko Barbaric aveva girato tutto il mondo diffondendo il messaggio di pace e riconciliazione della Madonna. Egli era l’anima ed il cuore del movimento di pace nato a Medjugorje. Aveva delle caratteristiche uniche: la conoscenza delle lingue, la facilità di comunicazione con le persone, la sua cultura, la semplicità, la cura e l’interessamento per i bisognosi, l’inesauribile energia che era impossibile credere che un solo uomo potesse avere, la diligenza ma, al di sopra di tutto, la devozione, l’umiltà e l’amore. Pregava e digiunava molto ed amava la Vergine con amore filiale. Era proprio questo il fulcro della sua vita: con la preghiera ed il digiuno l’anima degli uomini giunge a Dio, per mezzo di Maria, Regina della Pace.

Vivere accanto a lui era talvolta irreale: egli cioè era qui, in questo mondo, ma al tempo stesso anche al di fuori di esso. Vicino a lui le parole di Gesù, le parole di un grande sacerdote, si trasformavano in realtà: “...Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu mi hai mandato nel mondo, così anch’io li ho mandati nel mondo. E per loro consacro me stesso, affinché siano anch’essi consacrati nella verità...” (Gv 17, 16-19).

E’ sepolto presso il cimitero “Kovacica” di Medjugorje.

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Orfanotrofio MAJCINO SELO
(villaggio della madre)

Majcino selo è una istituzione ideata per l'accoglienza e l'educazione dei bambini abbandonati o trascurati, esiste dal 1993. È nato dal desiderio del suo fondatore, padre Slavko Barbaric, di offrire ai bambini e ai giovani un’educazione programmata e strutturata, affinché possano svilupparsi fisicamente, intellettualmente, moralmente, spiritualmente e culturalmente. Attraverso idee e contenuti cattolici, i bambini vivono nella libertà e nella dignità, e sono circondati d'amore e di comprensione.

La cura dei bambini è stata affidata alle Suore Francescane dell'Erzegovina e a collaboratori laici. Il “Villaggio” esiste ufficialmente dall'8 settembre 1996.

Nel suo territorio si trova anche un asilo-nido, un ambulatorio odontoiatrico ed uno ambulatorio di fisioterapia.

Suor Josipa racconta: "La brutalità della guerra in Croazia e in Bosnia-Erzegovina mi ha indotto ad aiutare in modo più efficace i più disastrati. Osservando questa realtà e vedendo l´indifferenza mondiale nei confronti della loro sofferenza, ho iniziato a meditare profondamente come potevo essere d´aiuto e sono arrivata alla conclusione che l´aiuto più concreto, che potevo dare, sia alle vittime, che agli aggressori, era un rinnovamento spirituale prima di tutto della famiglia. La famiglia odierna è ferita: da qui proviene la gente isolata, infelice, piena d´odio, d´aggressività e di debolezze d´ogni genere. Perciò ho deciso di fondare La Comunità delle Sorelle Missionarie della Famiglia Ferita.

La nostra Associazione Maria Porta del Cielo - Marija Vratra Nebeska - e la piccola Comunità denominata Sorelle Missionarie della Famiglia Ferita, ci vede protesi verso il servizio di ciò che rimane della "cellula" più importante e basilare della nostra società.
Tante famiglie ferite, tante case distrutte, tante chiese devastate e profanate, possono risorgere solo nel cuore che ama con l´amore di Cristo.

Le finalità della nostra piccola comunità tendono ad aiutare a riconquistare la sicurezza rispetto ai problemi della famiglia, della salute, dell’istruzione, della casa, del lavoro, ricucendo i brandelli di una identità perduta per chi soffre nell’anima e nel corpo. Il centro del nostro interesse è la "famiglia ferita" da una guerra assurda ed orribile, frutto dell’odio umano, che ha seminato tanta sofferenza, morte e dolore. Ma sappiamo che proprio dalle "macerie" può scaturire la volontà di rinascere, di tornare alla vita; uniti nella "sofferenza" per poter poi condividere la "gioia".

Il nostro metodo si riassume in poche parole: "non abbiamo niente, ogni giorno ci viene donato molto, e tutto quello che riceviamo lo doniamo". Con questa logica della "gratuità" e della "fiducia" cieca nella Provvidenza ci siamo lasciati guidare in tutto questo cammino, e lo faremo ancora, dalla mano di Dio e dalla Provvidenza che, fino ad oggi, non ci ha mai abbandonato, anche attraverso la generosità e la disponibilità di molti".

La sede legale delle Sorelle Missionarie della Famiglia Ferita è nel convento Regina della Chiesa di Vionica nella diocesi di Mostar in BiH.

Missionarie della Famiglia Ferita Maria - "Centro Familiare Giovanni Paolo II" - Suor Kornelia Kordic´ - Tel. e Fax 00387 36 642 297

Il 10 aprile 2003 alle ore 5.30 Suor Josipa è tornata alla Casa del Padre. Con lei abbiamo scoperto la gioia del volontariato nell’aiutare chi ha più bisogno, in particolare i bambini orfani di guerra. Ci ha riuniti da ogni parte d’Italia, ci ha fatto riscoprire l’amore di Gesù e di Maria e tra di noi…

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KRIZEVAC IL MONTE DELLA CROCE

A circa un chilometro in linea d'aria dalla chiesa di Medjugorje si innalza il monte Krizevac che, unendosi al monte Crnica forma un angolo. Sulla sua cima (520 metri sul livello del mare) il parroco di allora e gli abitanti di Medjugorje innalzarono una croce in cemento armato alta 8,56 metri. Sulla croce hanno inciso queste parole: "A Gesù Cristo Redentore dell'umanità, in segno di fede, amore e speranza in ricordo del 1900esimo anniversario della Passione di Cristo". Nello stesso punto si trova una reliquia appositamente venuta da Roma, un pezzettino della croce che i cristiani considerano quella sulla quale è stato crocifisso Gesù Cristo ed il cui pezzo più grande si trova nella chiesa della Santa Croce di Gerusalemme a Roma. La croce è stata completata il 15 marzo 1934. Successivamente si è andata consolidando l'abitudine di celebrare ai suoi piedi la Santa Messa la prima domenica dopo la Natività di Maria Vergine in ricordo dell'esaltazione della Croce Santa.

Neppure Krizevac attira tanti pellegrini per le sue bellezze naturali o per l'importanza della sua croce, ma solo perchè in molti affermano che, dopo l'inizio delle apparizioni della Vergine, hanno visto sulla croce una luce o altri "segni". Tutti li hanno messi in rapporto con le apparizioni della Vergine e con i messaggi delle apparizioni di Medjugorje - con la pace tra Dio e gli uomini ed in mezzo agli uomini. Si è capito che il cammino verso tale pace porta a questa croce e la gente ha inserito nella propria devozione e nella prassi dei pellegrinaggi anche la venerazione della croce. Inerpicandosi lungo il difficile o quasi impossibile sentiero verso Krizevac i pellegrini seguono il percorso della croce. Ecco perchè alla fine del percorso verso il monte Krizevac si trovano quindi rilievi in bronzo e su tutti è raffigurata l'immagine della Madonna. La Madonna segue Gesù, così come noi, lungo il cammino della croce della nostra vita.

Il 24 novembre 2001, il primo anniversario della morte del padre Slavko Barbaric, un memoriale è stato collocato nel luogo dove ha rimesso la sua anima al Signore: il rilievo del padre Slavko in bronzo, incastrato nella pietra. Tra due stazioni della Via Crucis, resterà come richiamo e memoria dell'uomo che diceva ciò che pensava e che faceva ciò che diceva, a seguito del Vangelo e dei messaggi della Regina della Pace.

In origine questo monte si chiamava Sipovac. Nel 1933 il villaggio di Medjugorje fu colpito da una intensa ondata di piogge che minacciava di distruggere tutto il raccolto di quell’anno. Su iniziativa del Parroco di allora, fra Bernardin Smoljan, la gente ha costruito su questo monte una grande croce, alta 8,56 metri, per chiedere a Dio di far cessare quelle piogge insistenti. Da allora il monte ha preso il nome di "Krizevac", cioè "monte della Croce". Il Krizevac si trova nella frazione di "Miletina".
Nei suoi messaggi la Regina della Pace ha affermato che "La Croce che avete costruito faceva parte di un piano divino" e ha invitato spesso i pellegrini a recarsi sul monte a pregare. Per questo, con il passare degli anni, lungo il sentiero ripido e scosceso che conduce alla croce, sono stati posti 16 pannelli bronzei raffiguranti la "Via Crucis" realizzati dall'artista italiano Carmelo Puzzolo. Le particolarità più grandi di questa Via della Croce sono che essa incomincia con la stazione di Gesù agonizzante nel Getsemani e che in tutte le stazioni l'artista ha raffigurato anche la Vergine. Accanto ad ogni stazione si trova una Croce di legno. Da moltissimi anni ormai la Parrocchia di Medjugorje organizza tutti i Venerdì la Via Crucis su questo monte che, fino al 24 Novembre 2000, è stata guidata dal carissimo fra Slavko Barbaric.

Il sentiero del Krizevac è molto difficile da percorrere e, proprio per questa ragione, possiamo entrare anche un po’ fisicamente in quella che è stata la sofferenza di Gesù per la nostra salvezza. E' bene che, come per il Rosario al Podbrdo, ognuno preghi spontaneamente davanti ad ogni stazione. Fra Slavko diceva che per incontrare il Signore nella preghiera dobbiamo dare tempo per la preghiera. Perciò preghiamo con calma!

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PODBRDO

Il Podbrdo è il luogo in cui la Regina della Pace apparve per la prima volta e per i primi tempi. Con questo nome, in realtà, non si indica il monte, ma la zona ad esso sottostante. Il nome del monte è Crnica. Esso non è altro che una collina brulla e piena di pietre. Nei primi anni, il sentiero era quasi impraticabile. Oggi invece, grazie al gran numero di pellegrini che vi salgono ogni giorno, il sentiero è molto più semplice, anche se l'ascesa comporta sempre una certa fatica.

La collina si trova nella frazione di Bijakovici, dove abitavano i sei veggenti, a 1,5 Km dalla Chiesa di San Giacomo. Vi si può arrivare dalla Chiesa o percorrendo una stradicciola in mezzo ai campi, detta appunto "sentiero dei campi" o attraverso la strada asfaltata in macchina o, meglio ancora, a piedi. Fra Slavko ha sempre raccomandato di recarvisi a piedi cominciando subito a pregare per prepararsi a salire la collina su cui la Madonna è apparsa e su cui aspetta anche noi per parlarci nell'intimo del nostro cuore.

Rappresenta una “meta d’obbligo” per i pellegrini che si recano a Medjugorje. La salita, cadenzata dal Rosario, sulla collina delle prime apparizioni regala momenti d’intensa commozione: dono della Regina della Pace. Un fiume di pellegrini, tra cui moltissimi giovani, si incammina giorno e notte sul monte Podbrdo recitando il Santo Rosario, secondo gli insegnamenti della Madonna.

ASCESA AL MONTE PODBRDO
Cammini lentamente lungo il sentiero di pietra, ascolti la forza della terra sotto i piedi, non c’è nessuno, solo tu, il cielo che ti sorride e ti è vicino.

Gli anni che rechi sul palmo della mano sono il dono più bello che tu possa fare, lo comprende solo Dio e chi ha il cuore pieno.

Nella valle la vita brulica come un formicaio, lo avverti con una piccolissima parte della tua mente.

Tu sei qui col tuo Dio, con tua Madre, sei un bimbo desideroso di conoscere e bisognoso di calore.

Tutto quello che hai raggiunto fino ad ora è troppo poco

Per questo momento di felicità , una scintilla nel buio.

Non temere, sai di poter sopportare tutto, oggi sei stato veramente te stesso, quello giusto.

Fermati, così che questo folle tempo non ti calpesti.

Fra Miljenko Stojiè

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CROCE BLU

Un posto importante nelle apparizioni della Madonna è la "Croce blu". Qui è apparsa la Madonna ai veggenti quando scappavano dalla polizia. Adesso ogni tanto la Madonna appare ad Ivan quando è lì con il gruppo di preghiera al martedì e al venerdì. Dato il grande afflusso di pellegrini anche in questo luogo, nel 1998 poco più avanti e stata innalzata un'altra "Croce blu" con una piccola rotonda su cui sedersi. La "Croce blu" è un luogo propizio per meditare e pregare in silenzio. Qui possono raccogliersi anche coloro che per motivi personali non possono affrontare la salita al Podbrdo. In questo luogo non è consentito celebrare la Santa Messa!

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Rinnoviamo il ringraziamento ai 30 MARTIRI FRANCESCANI dell’Erzegovina, per aver difeso la fedeltà a Cristo e al Vangelo .

O Regina dei martiri, la Tua potente intercessione ottenga ai tuoi “Cari figli martiri” la giusta gloria nella Chiesa pellegrinante, quella gloria che già posseggono nella Chiesa celeste. O Regina dei martiri, la Tua potente intercessione ottenga al mondo intero una fede incrollabile, una fede grande e pura come quella testimoniata dai nostri martiri francescani.

COME I TRENTA FRATI RICEVETTERO LA PALMA DEL MARTIRIO

Durante la dominazione turca della Bosnia-Erzegovina, dodici francescani originari dell'Erzegovina e provenienti da Kresevo in Bosnia, decisero di costruire un monastero nella loro terra d'origine, come segno della fede, e scelsero la località di Siroki Brijeg. Si sistemarono in questo piccolo villaggio e, dopo aver co prato a caro prezzo un grande appezzamento di terreno, iniziarono a costruire la chiesa dedicandola alla Madonna Assunta in Cielo. Subito iniziarono anche i lavori per edificare il monastero e successivamente un edificio da adibire a seminario.

Nelle vicinanze edificarono un centro scolastico che comprendeva anche una scuola ginnasiale ove i frati insegnavano alle giovani generazioni della Bosnia-Erzegovina. Venne pure costruita una casa per tutti quelli che venivano da lontano per frequentare la scuola. Così, il luogo divenne un centro culturale cristiano ed il santuario si trasformò in un simbolo per l'Erzegovina. Esattamente cento anni dopo, il monastero veniva distrutto e devastato. E’ successo così: il 7 febbraio 1945, i partigiani comunisti decisero di distruggere dalle fondamenta il simbolo cristiano e sradicare dal cuore del popolo la fede cattolica e la benevolenza e la riconoscenza verso i frati francescani.

Sono arrivati a Siroki Brijeg alle tre del pomeriggio e hanno trovato nel monastero trenta religiosi; molti di loro erano professori nel ginnasio alle spalle del monastero. I comunisti hanno detto : "Dio è morto, Dio non c'è, non c'è il Papa, non c'è la Chiesa, non c'è bisogno di voi, andate anche voi nel mondo a lavorare". Con minacce e bestemmie hanno cercato di persuadere i frati a lasciare l'abito religioso. Essi hanno risposto: "Noi siamo religiosi, consacrati, non possiamo lasciare il nostro abito". Allora, un soldato arrabbiato ha preso la Croce e ha buttato il Crocifisso sul pavimento. "Ecco, ha detto, adesso potete scegliere la vita o la morte".

Ognuno di loro si è inginocchiato, ha abbracciato e baciato Gesù; stringendo la croce sul petto, ognuno ha detto come San Francesc o: "Tu sei il mio Dio, il mio Tutto". Come ho già detto, alcuni frati erano professori molto famosi, avevano scritto molti libri e manuali per la scuola. Ma essi non hanno abbracciato i loro libri e detto: "Voi siete per me tutto". No! Hanno abbracciato Gesù, il Maestro! Pieni di odio e di livore, i persecutori allora hanno preso i frati ad uno ad uno, li hanno portati fuori dal convento e li hanno uccisi; poi hanno cosparso di benzina i loro corpi e li hanno bruciati.

I frati sono andati incontro alla morte pregando e cantando le litanie della Madonna. Queste cose sono state testimoniate dai militari che facevano parte del plotone d'esecuzione. Uno di quei soldati è rimasto scioccato dal comportamento eroico dei frati. Lui ha racconta to: "Fin da bambino, nella mia famiglia, ho sempre sentito dalla mamma che Dio c'è, Dio esiste. Al contrario, Lenin, Stalin, Tito avevano sempre affermato e fatto di tutto per inculcare in ciascuno di noi: Dio non c'è, non esiste! Quando le circostanze della vita mi hanno portato a trovarmi di fronte ai martiri di Siroki Brijeg e ho visto come quei frati hanno affrontato la morte, pregando e benedicendo i loro persecutori, chiedendo a Dio di perdonare le colpe dei carnefici, allora mi sono risuonate chiare la parole di mia madre e ho pensato: la mia mamma aveva ragione, Dio c'è, Dio esiste!" Quel soldato, oggi, è convertito ed ha un figlio sacerdote e una figlia suora.

Nella loro furia, oltraggiarono e cancellarono la scritta sulla pietra posta sopra l'ingresso principale del convento su cui era scolpito il nome di Dio e la dedicazione alla Madonna Assunta. Quella dedica oggi non è più leggibile, ma il sangue dei martiri l'ha scritta ancor più profondamente nei cuori del popolo e brilla luminosa agli occhi del Signore. Si può cancellare una dedica, si può bruciare, distruggere, rovinare, ma non si può togliere la fede dal cuore della Chiesa. Ancora oggi nel santuario si vive, si onora e si festeggia la Madonna con grande amore.

FRA BRUNO ADAMCIK , FRA MARKO BARBARIC , FRA JOZO BENCUN , FRA MARKO DRAGICEVIC , FRA MILJENKO IVANKOVIC , FRA ANDRIJA JELCIC , FRA RUDO JURIC , FRA FABIJAN KORDIC , FRA VIKTOR KOSIR , FRA TADIJA KOZUL , FRA KRSTO KRALJEVIC , FRA STANKO KRALIEVIC , FRA ZARKO LEVENTIC , FRA BONIFACIJE MAJIC , FRA STJEPAN MAJIC , FRA ARKADEO NUIC , FRA BORISLAV PANDZIC , FRA KRESIMIR PANDZIC , FRA FABIJAN PAPONJA , FRA NENAD VENANCIJE PEHAR , FRA MELHIOR PRLIC , FRA LUDOVIK RADOS , FRA LEONARD RUPCIC , FRA MARIOFIL SIVRIC , FRA IVO SLISKOVIC , FRA KORNELIJE SUSAC , FRA DOBROSLAV SIMOVIC , FRA RADOSLAV VUKSIC , FR. ROLAND ZLOPASIA , FR. LEOPOLD AUGUSTIN ZUBAC

E’ il santuario più grande in tutta la Bosnia Erzegovina:

E’ un simbolo, un segno. I comunisti hanno pensato che distruggere il "segno" sarebbe finita anche la fede. Invece, la fede è cresciuta e si è sviluppata sotto il manto e la protezione della Madonna. Anche i nostri martiri francescani sono cresciuti e vissuti avvolti dal manto della Madonna. I corpi dei trenta testimoni della fede sono rimasti nascosti sotto terra per anni e anni; non si poteva nominarli né fare alcuna commemorazione. Ma il sangue dei martiri gridava ed era di esempio per tutti, così sono fiorite nei cuori nuove vocazioni e la chiesa e la fede sono cresciute come albero rigoglioso.

I nostri martiri sono testimoni della fede e testimoni dell'amore verso Dio e verso il prossimo. I trenta martiri francescani non sono divenuti martiri per caso o per un incidente; essi, coscientemente e con grande gioia, hanno offerto la propria vita e hanno testimoniato il loro Credo.

Questo è molto importante. Come la Chiesa ha sempre fatto e insegnato così essi hanno perdonato i nemici, hanno pregato per i persecutori, hanno benedetto i loro carnefici. Tutti i martiri hanno sempre manifestato un grande ardore e un grande amore: l'amore che brucia l'odio, che brucia e distrugge la violenza e tutto cambia e trasforma nella gioia, in una festa, nella vittoria della grazia del Signore. La Chiesa vive del sangue dei suoi figli martiri. Essi rimangono sempre una grande forza della Chiesa. Noi possiamo riflettere sul valore della nostra fede e approfondire quanto vale per noi la nostra fede; quanto sono disposto a dare nella mia vita per il mio Dio, cosa posso fare io per il mio Gesù, cosa significa per me il mio Cristo, la Sua croce, la mia vocazione cristiana.

Come Dio Padre ha mandato il Figlio a morire per salvare tutto il mondo, e Gesù è rimasto obbediente accettando il proprio sacrificio, così i nostri martiri hanno offerto la propria vita e il proprio sangue per la salvezza degli uomini, per la pace, per la nostra conversione. Si sono immolati per la pace e per il bene di tutta la Chiesa.


 
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